Giovanni Gentile (Castelvetrano, 30 maggio 1875 – Firenze, 15 aprile 1944) è stato un filosofo, pedagogista e politico italiano. È considerato uno dei maggiori esponenti dell'idealismo italiano, insieme a Benedetto Croce.
Filosofia:
Gentile sviluppò un sistema filosofico noto come "attualismo", che poneva l'atto del pensiero, l'esperienza soggettiva, come fondamento della realtà. Secondo l'attualismo, la realtà è in continuo divenire, creata dall'attività spirituale dell'individuo. Per Gentile, la "realtà" non è qualcosa di preesistente, ma è il risultato dell'atto pensante. L'“arte”, la "religione" e la "filosofia" sono considerate manifestazioni di questo atto spirituale.
Pedagogia:
La sua filosofia influenzò profondamente la sua concezione dell'“educazione". Per Gentile, l'educazione non è mera trasmissione di nozioni, ma sviluppo della capacità di pensiero e di creazione dell'individuo. La sua riforma scolastica del 1923, la "Riforma%20Gentile", introdusse un sistema scolastico più selettivo e centralizzato, con un forte accento sulle discipline umanistiche.
Politica:
Gentile aderì al "fascismo" fin dalle sue origini, divenendo un importante ideologo del regime. Fu Ministro della Pubblica Istruzione dal 1922 al 1924 e continuò a sostenere il fascismo fino alla sua morte. La sua adesione al fascismo e il suo ruolo di intellettuale organico del regime lo hanno reso una figura controversa, con critiche legate al suo sostegno a un sistema antidemocratico e illiberale. Morì assassinato nel 1944 da partigiani comunisti.
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